mercoledì 24 gennaio 2007

provare per credere!

ANSA - 23/01/07
MILANO - Disse Ippocrate: "Il cibo sia la tua medicina, la tua medicina sia il cibo" . A 2400 anni di distanza dal motto di colui che e' considerato il padre della Medicina, la scienza e' riuscita oggi a dare contorni specifici a quello che per Ippocrate era in primo luogo un consiglio di buon senso. La ricerca contemporanea ha infatti accertato che oggi e' possibile fare ricorso a sostanze per non invecchiare. Attenzione, non i soliti prodotti contro le 'rughe', ma composti concepiti su misura affinché intervengano sull'insorgenza di patologie responsabili dell'invecchiamento. "La mappatura del genoma umano - ha detto Scapagnini, uno dei ricercatori italiani internazionalmente piu' apprezzati nel campo della Nutrigenomica, la scienza che studia cosa fa invecchiare e come sia possibile intervenire per rallentare l'invecchiamento - e' stata la scoperta piu' importante dell'umanita'". Grazie ad essa si e' riusciti a dare un identita' ai geni che compongono il nostro Dna. E si e' dunque potuto risalire ai geni cosiddetti "della vita", quelli cioé che se opportunamente stimolati prevengono le patologie, rallentano l'invecchiamento e, in una parola, allungano la vita. Scapagnini ha portato ad esempio due ricerche messe a punto dalla sua equipe: una che ha dimostrato come il curry sia una sostanza capace di prevenire l'insorgenza di Alzheimer, l'altra che ha dimostrato come il vino rosso sia elemento di capace di prevenire il diabete di tipo 2. "La nutrigenomica non e' altro che questo - ha spiegato Scapagnini - cioé la scienza che studia come il cibo sia in grado di intervenire sul Dna, per attivare quei geni, detti 'geni della vita', che intervengono per impedire all'organismo l'insorgenza di alcune pataologie". I casi sono molteplici, e la ricerca e' al momento solo all'inizio. Tuttavia Scapagnini ha dimostrato come oggi gli esperimenti fatti su alcune specie animali come vermi, ratti o pesciolini siano gia' approdate a risultati sorprendenti. Alcuni esempi: c'é un pesciolino che, nella stagione delle piogge, vive nelle pozze del deserto del Kalahari, in Sudafrica. Il suo arco di vita e' di dieci settimane, non di piu', nell'arco delle quali nasce, si riproduce, muore. Ma se in laboratorio viene trattato (in condizioni ambientali analoghe) con determinati alimenti, ecco che l'arco della sua vita si allunga del 40%.Lo stesso dicasi di topolini grassissimi ai quali, oltre alla dieta grassa, viene data da mangiare anche una certa molecole contenuta nel vino rosso: prolungano la loro esistenza del doppio. "Il motivo e' semplice - ha concluso Scapagnini -: nei loro alimenti sono contenute sostanze capaci di intervenire sull'insorgenza di patologie attivando meccanismi genetici". Il paradosso e' che se questi geni potessero venire attivati in modo costante, di fatto si diventerebbe immortali.La nutrigenomica studia appunto queste sostanze. Che possono essere integrate 'su misura' alla nostra alimentazione quotidiana e attivare i nostri geni della vita. Il risultato e' duplice: da un lato si previene l'insorgenza di patologie; dall'altro si aumenta l'eta' della vita non tanto in termini anagrafici, quanto in termini di vero benessere.(ANSA)

..aggiungo che ci sarebbero in giro meno ansiotici pseudoartisti le quali vite si svolgono per lasciar una minima traccia di loro

3 commenti:

deny ha detto...

puoi pubblicare cose minimamente piu' brevi?? mi sto' svenando per leggerle!!
ehehehehe...
tua x sempre immortale

Anonimo ha detto...

l'ho letto anch'io questo erticolo, interessante!
come stai?
baci Vale

Anonimo ha detto...

... e poi non dire che sono io quella lunga qunado inizio con la mie spiegazioni... :)